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Garden Club

Una vita tra le rose di Paola Parigi indietro

Giulio Pantoli
“Una vita tra le rose. Manuale per la coltura delle rose”
Società editrice Il ponte Vecchio, Cesena, 2005

Giulio Pantoli è un giovanissimo romagnolo verace, amante delle rose.
Non vi distragga lo scherno con cui si scusa per la lingua, che nasce dialettale; arriva dritta al cuore.
Non vi distragga l’età anagrafica, che come tutti sappiamo, non conta; le ama di una passione giovanile
immutata dal primo giorno.
Il primo giorno, nel suo libro, è collocato nel 1938.
In Europa la spirale di tensione e che poco dopo si trasformerà nella II guerra mondiale è già in pieno turbine.
L’Italia fascista vanta la conquista dell’Etiopia e fa parte dell’Asse “Roma Berlino”. I paesi europei innescano una girandola di patti e trattati che prima concludono e poi stracciano.
Da due anni la Spagna è scossa dalla guerra civile. L’Italia invia le truppe e alla fine del conflitto la nostra aviazione bombarda e rade al suolo Barcellona. Il papa appena eletto, Pio XII, plaude alla vittoria nella campagna di Spagna, “restituita ai cattolici”. Nel marzo del '38 Hitler procede all'occupazione militare dell'Austria. Il 3 maggio fa la sua visita ufficiale a Roma, a Mussolini e la capitale lo accolgono con una parata memorabile.Nell’agosto di quello stesso 1938 Mussolini emana le leggi razziali. A settembre le armate tedesche minacciavano di invadere la Cecoslovacchia e un anno dopo, nel 1939, invadono la Polonia. In questo clima di terrore la famiglia Pantoli conduce una piccola azienda agricola dedicata all’orticultura.
Giulio sedicenne viene avviato alla floricultura, va a scuola di mestiere dal grande vivaista Bonfiglioli.
“I mestieri si imparavano così”, ci dice, “con la pratica diretta, ascoltando gli insegnamenti delle persone anziane, cercando di carpirne i segreti”.
Il “merlo di romagna”, come viene soprannominato dai colleghi perché fischietta allegramente mentre lavora, si appassiona all’ibridazione e comincia i primi esperimenti in proprio, in un triangolo di terreno concesso dal padre, all’estremità dell’orto.
Le prime 10 piante – che lui chiama le “rose della mia giovinezza”- hanno nomi esotici che
Giulio Pantoli ricorda con precisione; Nomi evocativi, come Talisman, Eclipse, Virgo, Eden Rose
e Hélène de Romanie...vengono tutte spazzate via dai bombardamenti.

La chiamata alle armi, la sopravvivenza al conflitto, la partecipazione alla Resistenza lasciano spazio alla difficile ricostruzione, dell’economia, della vita e anche del roseto.
Giulio trova il modo di risanare il terreno, e cercare rose nei pochi vivai sopravvissuti alla guerra.
Nel tempo ritroverà tutte le rose della sua giovinezza ad esclusione dell’Eden Rose e la Hélène de Romanie, perdute per sempre. La passione asume i toni dell’ostinazione, del dispetto verso le avversità, diventa il fil rouge di una esistenza. In quel clima di povertà di mezzi e di spirito Giulio tiene un taccuino in cui annota con meticolosa precisione ogni fase della coltivazione.
Inizia gli innesti e le prime fecondazioni, raccoglie bacche e ne semina il germe vitale, una su quattro di
quelle prime pianticelle nasce e si fa bella e vigorosa.
E’ una Rosa poliantha, di colore rosso arancio acceso, ottenuta dall’incrocio della varietà Concerto
con la Moulin Rouge, che nel 1962 viene premiata con un importante 5° posto al Concorso di Roma.
La vita continua, cambia, nascono figli, i cari se ne vanno, l’azienda chiude.
L’ostinazione ricrea una passione, vitale.
“Non c’è situazione così dolorosa da non avere in sé anche un aspetto positivo”, scrive,
“finalmente avrei avuto il tempo di dedicarmi alla coltivazione e alla collezione delle rose... ”.
Nel manuale trasferisce i suoi segreti, quei segreti del “mestiere” che lui ha imparato dalla
voce di un anziano: dalla preparazione delle piante, alla miscela del terreno, dalle regole
per una buona piantagione e una potatura intelligente, ai trattamenti contro i parassiti e alle
irrigazioni, dalle tecniche di riproduzione per innesto o talea, alla fecondazione artificiale.
La lista degli ibridi creati da Giulio Pantoli è commovente.
Sfilano i nomi dei suoi cari, testimoni di una vita delicata, in cui i rapporti e le stagioni sono
stati scanditi dalla magia di un nuovo colore, un nuovo profumo e di un fogliame più resistente,
in una parola, dall’anima delle rose.

Paola Parigi
Milano 20 aprile 2005.
 

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Domenica,24 Giugno 2018

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