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Garden Club

lungo viaggio indietro

       19 ottobre 2006
       UN LUNGO VIAGGIO VICINO A CASA col Garden Club:

           Visita alla “villa romana” e al “Palazzo S.Giacomo” di Russi

Il sole accompagna sempre i soci del Garden Club Ravenna  durante i viaggi, le gite, le scampagnate!
Evidentemente l’Associazione, per i suoi meriti naturalistici, è riuscita ad accreditarsi presso l’Ufficio Superiore, 
responsabile della Meteorologia!... 
Anche la giornata autunnale di giovedì 19 ottobre, infatti, è stata baciata dal sole, appena velato da una lieve foschia
all’orizzonte del piano di campagna. Questa volta infatti il gruppo si è ritrovato per un’escursione nella campagna locale,
nel territorio del Comune di Russi e quindi poco distante da Ravenna.  Eppure a fine giornata mi sono detta,
con le parole di Tonino Guerra, che effettivamente sono piacevoli e utili anche

i lunghi viaggi vicino a casa”, che vale la pena di andare alla “riscoperta dei luoghi minimi..
con il fascino della memoria e dell’abbandono..perché muovono il cervello,
fanno pensare..ed entra in gioco la fantasia..” 
Questa volta il programma prevedeva una meta più culturale che naturalistica, visite guidate alla
Villa romana” e al “Palazzo di S.Giacomo” ;
del resto tra le finalità del Garden c’è anche la promozione di interessi artistico-culturali,
e poi  non ci è mancata l’opportunità di stare a lungo “en plein air” e di mangiare cibi naturali,
nel gradevole agriturismo “
Artemisia di Godo, che all’ora del pranzo ci ha proposto prodotti dell’orto,
secondo una cucina genuina, in un pot-pourri di assaggi . 
Non ho intenzione di sostituirmi alle guide per fare una lezione sui luoghi visitati:

 

 

  • la Villa romana del I/II sec.d.C    

 

 il Palazzo di S. Giacomo del XVII secolosono testimonianze di una storia locale ormai abbastanza nota  alla popolazione romagnola, sulle quali si possono
consultare libri e opuscoli, facilmente reperibili. Scrivo soltanto qualche mia impressione, qualche commento,
come appunti di diario, per “dare il senso” della bella esperienza vissuta, per solleticare la voglia di scoprire
questi “luoghi minimi” se mai non si conoscono.
Siamo nella campagna ravennate, con un paesaggio agricolo, curato, geometrico nel suo disegno
- rettangoli più o meno estesi di colture erbacee e di colture arboree - che possiamo considerare
l’ultimo frutto di una ricca e continuativa produzione che affonda le radici in un passato secolare.
E’ così, se la villa rustica di età imperiale e il grandioso palazzo signorile dei Conti Rasponi di Ravenna
rappresentano due momenti, pur distanti nel tempo, di una modalità affine di sfruttamento e di fruizione della campagna:
in entrambi i casi, famiglie ricche, residenti in città, si trasferivano periodicamente sulle proprie terre date a coltura,

  •  

    sia per controllare la produzione sia per rigenerarsi nel corpo e nello spirito. 
    Il dominus romano, una volta in villa, si insediava nella “pars dominica”, il quartiere padronale situato nel fondo,
     nella zona più protetta, oltre il grande cortile porticato, e possiamo immaginarcelo correre subito a chiedere il rendiconto
    al suo fattore, il vilicus o procurator, a fare ispezione nel podere circostante, a controllare la lavorazione e la conservazione
    dei prodotti - un assaggio veloce al vinello nuovo - ma poi .....come non pensarlo a rilassarsi nell’area termale,
    a farsi spalmare di unguenti e ripulire con lo strigile da uno dei suoi schiavi? o ad abbuffarsi  di volatili da cortile
    in salsa di pesce (garum) adagiato sul lettino del triclinio? o a passeggiare la sera lungo il corridoio porticato esterno,
    per godere del fresco e della pace della campagna? 
    I nobili Rasponi, il conte Guido Carlo e il Marchese Cardinale Cesare per primi, fecero della grandiosa dimora
    in aperta campagna “un luogo di delizie”, per la villeggiatura estiva: la villa-castello, che si impone oggi alla vista
    ai primi passi sul “carrarone” alberato, per l’estesa facciata a tre piani e le due imponenti torri laterali ( e pensare
    che la maggior parte dell’edificio risulta demolito!), era sì insediata su una vasta area agricola di sfruttamento,
    come attestano granaio, officina, forno, magazzini, ecc. ma offriva certo tutti i confort  per il riposo, lo svago,
    il benessere della famiglia e degli ospiti . Mi è facile vedere, con gli occhi della fantasia, l’arrivo al trotto
    di due carrozze impolverate, l’accorrere di serve e servitori, il chiassoso ruzzolare sull’erba dei bambini in velluto,
    l’incedere grave del Cardinale in rosso affiancato dal servile segretario.... 
    Insomma, rifletto, dal passato più o meno lontano, perdura l’attrattiva della campagna “felix”, sulla scia del mito classico
    che esalta più l’otium che il labor , in quanto nato in ambiente aristocratico, ricco. Fino ai tempi nostri, in cui,
    pur consapevoli delle fatiche e dei rischi del lavoro agricolo, si continua dalle città a sognare
    “una vita tranquilla nella casetta in campagna”!


    Chi ha disponibilità economica, poi, realizza il sogno, e così costruisce o restaura ville,
    curandole con lusso nelle architetture, negli arredi. Non guarda a spese. 
    Ieri come oggi.
    Come non restare infatti ammirati dalla raffinata creatività dei pavimenti musivi della villa romana?
    Fotografo entusiasta i “tappeti di pietra” a bordi geometrici, a palmette, a riquadri..non ce n’è uno uguale all’altro! 


    E mi stravolgo il collo per guardare all’insù, mentre una guida appassionata ci “legge” i fantasiosi racconti
    mitologici delle decorazioni  delle volte, da poco restaurate, nell’incredibile sequenza di sale di palazzo S. Giacomo. 
    Peccato che questi edifici, testimonianze storiche del vivere la campagna, siano nelle condizioni di “rovine”,
    per quanto oggi tutelati e restaurati in ciò che resta. Ma una visita attenta, guidata, ai luoghi e ai reperti,
    che raccolga immagini e parole, che faccia volare la fantasia, come dice Tonino Guerra, consente di immergersi
    virtualmente in un tempo e in uno spazio lontani, recuperandone atmosfere ed emozioni. 

  • Laura Montanari

 

 

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Giovedì,22 Marzo 2018

Ceylon, l'isola delle spezie e del te-di M.Giorgioni

Alle ore 16.30 presso l’Ostello Galletti Abbiosi, via di Roma n.140 (angolo via Mariani), in collaborazione con CIF (Centro Italiano Femminile),incontro sul tema: "Ceylon, l’isola delle spezie e del te". a cura di Maurizio Giorgioni...

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