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Settembre 2018 - Argilla' a Faenza indietro


Settembre 2018                                                                                       Argillà Italia in Faenza

 

Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.

                                                         (Italo Calvino)

 

 

31 agosto/2 settembre.
Non può essere disatteso l’invito a scoprire il mondo della ceramica artistica e artigianale internazionale nella mostra-mercato che si snoda lungo le strade del centro storico di Faenza.
Numerosi sono anche gli eventi culturali in una, ad oggi, delle più importanti capitali mondiali della maiolica. Ad avvalorare, se mai ce ne fosse bisogno, la valenza è l’origine del nome, derivato da quel Faience col quale spesso si identificava la maiolica*.
Argillà Italia può narrarsi a tutto tondo un week-end lungo della Ceramica, evento di tutto rispetto ospitando anche Mondial Tornianti, campionato mondiale di tornio, spettacolari cotture ceramiche in forni all’aperto, dimostrazioni, laboratori e attività per bambini.
Nel primo sabato di settembre la cittadina diventa uno sventolio di bandierine, un susseguirsi di banchetti e bancarelle, ordinate, vivaci, in direzione della piazza centrale, vibrante di curiosi, intenditori e (possibili) acquirenti.
Colori, scalpiccio di passi, voci che sembrano a loro volta rincorrersi. In fitta schiera ai lati delle strade si moltiplicano gli espositori, le più disparate provenienze, custodi di banchetti appetibili non solo per la qualità della merce esposta ma, soprattutto, per l’originalità attraverso la quale gli stessi venditori cercano di catturare potenziali acquirenti.
Ci tuffiamo nel caos tutto sommato ordinato, memori entrambi che il viaggio, pur se breve, può anche rivelare un perdersi, un raccogliersi, magari anche un ritrovarsi, più ricchi della conoscenza di sé e delle cose intorno. Toccati, a volte piacevolmente sorpresi, dalla seduzione, improvvisa, di un sorriso, uno sguardo, un’ immagine, un suono.
Condisce il nostro girovagare da un banchetto all’altro il chiacchiericcio di clienti desiderosi di concludere sempre e comunque il classico buon affare.
Lungo la strada che dalla stazione raggiunge la piazza ci delizia la simpatica performance di un’artista di strada, ritrovata più tardi nell’ultimo e conclusivo sguardo alla manifestazione faentina.
Molto affaccendata a riporre in una piccola quanto bizzarra valigia il proprio strumento di lavoro.
Allungando lo sguardo verso un androne ci ritroviamo in un cortile dove un piccione, ritiratosi cautamente nell’angolo più discosto, esibisce una sorta di scorbutico desiderio di privacy aggiuntiva.
Per quanto semplice, poco ammanierato, anzi con qualche vaghezza di incolto, il terreno circondato da alberi possenti che, ad una prima occhiata mi appaiono altissimi, ha, comunque, un suo fascino.
E accade di posare lo sguardo su una raffica di ombrellini bianchi, sospesi come aquiloni trattenuti in una corte limitrofa.
Invitano al gioco, e se non al gioco al piacere di essere governati dalla fantasia, quella fantasia che conduce in luoghi altri, anche attraverso propri ricordi. All’ingresso un vasetto di margherite, straordinariamente fresche.
Poi ancora la piazza, i rumori, il chiasso benevolo, un vortice di stimoli che riempie lo sguardo e lascia, vivace e gradito, il segno di incontri piacevoli col mondo della ceramica sulla via del ritorno.

Rita Farneti

*nota da wikipedia
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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