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Garden Club

Schede libri indietro

Schede libri dalla A alla L

 

Addio alle Valli di Francesco Serantini 
Edizioni del Girasole (Ravenna) Le Firme 1981 - p.199 
Introduzione-intervista di Walter Della Monica.
"Addio alle valli" è un mosaico di situazioni, di tradizioni, di luoghi e personaggi che fanno capire che anche la Romagna è cambiata e non in meglio. Questa è  l'amara verità che traspare con evidenza leggendo le storie di un tempo che poi così lontano non è
. Così le descrive:
"...sono andato a dire addio alla valle del Mezzano, anche la Valle del Mezzano non c'è più, perchè l'hanno prosciugata... Chi l'avrebbe detto quand'eravamo sperduti nella tua immensità, che te ne saresti andata prima di noi?
Tu che eri sulla faccia della terra da millenni, da quando ti chiamavi Padusa ed il Po, disarginato e sfrenato come un cavallo brado, si riversava in te mescolando le sue acque a quelle degli altri fiumi, sicchè non si capiva dove fosse il mare.Dall'argine Agosta che ti tagliava in lungo, e su cui adesso corre la strada, ti ho veduta asciutta ed è stato come se contemplassi pietosamente una morta. La tua distesa si slarga ancora a perdita d'occhio ma non è più la cerulea maestà dell'acqua, è un deserto inerte di erba rugginosa, un deserto senza vita e senza anima...Il Mezzano era intorno ai ventimila ettari, dicono che asciugarlo è costato sui tre milioni per ettaro: un funerale di lusso ti hanno fatto, povera cara valle, un funerale degno della tua nobiltà più volte millenaria...e le valli superstiti le lasceranno campare?"

ARCHIPEL
L'arte di fare giardini
Atelier le Balto
Oltre i Giardini Bollati Boringhieri 2008

Questo libro è un invito a scoprire il mondo dei giardini progettati dall'atelier le balto. Gli autori, Marc Pouzol, Véronique Faucheur e Marc Vatinel, paesaggisti francesi di stanza a Berlino, ce li raccontano come un arcipelago instabile di isole: alcune in via di emersione, alcune emerse, altre già sommerse. In ciascuna trova conferma l'attitudine dell'atelier a lavorare sugli interstizi marginali del paesaggio urbano, trasformandoli in luoghi circoscritti, intimi e socializzanti concepiti per esere vissuti con tutti i sensi e per una contemplazione attiva dell'«arte come natura».
Questa monografia illustra il loro singolare modo di concepiree realizzare giardini che rappresentano eventi, mezzi e non fini, tappe e mai traguardi. Il prima, il durante, il dopo. Le energie che si attivano, l'entusiasmo e la fatica del lavoro di gruppo,il piacere della manualità, del contatto con la terra, le piante, i materiali. Vedere l'idea che prende forma e poi stare a guardare cosa succede: il libero sviluppo della vegetazione,i movimenti e le voci delle persone che popolano il giardino; ascoltare storie, commenti, fare incontri che potranno condurre a nuove mete e ad altri giardini. Navigare, assecondandole correnti marine, consapevoli che un giardino è sempre «provvisorio» e che il viaggio è ancora lungo.
 

ARBORETO SELVATICO
Mario Rigoni Stern
Einaudi 1996

Dal larice «albero cosmico lungo il quale scendono il sole e la luna», alla quercia con la sua forza araldica, al faggio «albero felice agli dèi», al tasso simbolo della morte e dell'eternità: Rigoni Stern sceglie venti alberi a lui particolarmente cari e li «racconta», dandone le caratteristiche botaniche e ambientali, illustrandone la storia e le ricchezze, spiegando gli influssi che hanno avuto nella cultura popolare e nella letteratura, e animando il suo arboreto con le proprie esperienze di uomo di montagna, i ricordi, la nostalgia di «quando gli uomini vivevano con la natura».
La descrizione si intreccia cosí alle riflessioni personali dello scrittore che vede una consonanza di vicende e di destini tra gli uomini e gli alberi, chiusi nella parabola eterna di nascita e morte, gioia e sofferenza, destinati magari a vivere a lungo, ma comunque condannati a sparire, ad essere sostituiti.

ARBUSTI E ALBERELLI
Costanza Lunardi
Arnoldo Mondadori Editore - 1987

 E' veramente portentosa la ricchezza di forme e colori dei giardini, il fascino nostalgico dell'autunno, delle caducifoglie sparse tra i sempreverdi. Il mirto, la ginestra, l'erica, l'agrifoglio dimorano sovrani ma, fra tutti eccelle il corbezzolo con le cui bacche, molto ornamentali, si preparano infusi e marmellate. Come molte altre piante esso può tradire la vocazione naturale di arbusto a favore di  una più snella silhouette ad alberello. Così le splendide Calliandra twedii, in fiore tutta l'estate, e l'Albizzia Julibrissin, dai fiori di un rosso incendiario con un che di pirotecnico raccolto in un piumino di cipria! Per non parlare delle piante da frutto che hanno il pregio di poter stare indifferentemente nell'orto o nel giardino. Molto ornamentali nel periodo della fioritura, lo sono ancora di più con i rami carichi di frutti maturi, di solito molto vistosi.
A seconda dello spazio, della posizione e della natura del terreno, la scelta è vasta, dal Ribes sanguineum, originario del Nord America, ottimo per formare siepi, al nocciolo a foglie rosse che crea particolari macchie di colore o al susino rosso che si carica di frutti tondeggianti e asprigni; ma particolarmente superba è la Cydonia japonica, arbusto fruttifero da fiore che crea macchie di colore tra i sempreverdi, e il Prunus Serrulata, la leggiadra nuvola rosa in giardino. Tutte queste suggestioni, unite a molti consigli pratici, sono offerte da questo libro, un'utile guida all'organizzazione armoniosa e funzionale del proprio giardino.
 


 BOSCO E GIARDINO
Gertrude Jekilll   traduz. Schiavi G.
Franco Muzzio Editore (Collana: Piante e Giardini) - 2003 

Designer di giardini e prolifica scrittrice di giardino e di giardinaggio. Ha scritto più di 1000 articoli, per riviste come Country life e The garden, e creato oltre 400 giardini, che si possono ancora ammirare in Gran Bretagna e Nord America. La sua influenza sul design del giardino è ancora forte, alimentata dal potere evocativo di libri come Bosco e giardino, Il giardino dei colori e Old West Surrey.
Paesaggista che fin da giovane ha seguito le orme di Ippolito Pizzetti, progetta giardini e parchi pubblici e privati. Collabora con quotidiani e riviste specializzate.

BUSTINE DI FLORA
Certi modi di pensare il giardino - prefazione di Ippolito Pizzetti
Daniele Mongera

Vittorelli Edizioni
Il signor Olivo, identikit dell'ortolano perfetto, l'orto di Arcimboldo del quale va fiera la vecchia zia,
la presenza di cani e gatti tra i cespugli, il giardino come itinerario.
Ma anche l'immagine inquietante delle fronde scure agitate dal vento, e i segreti custoditi dai nomi delle piante.
E ancora, il ruolo del paesaggio nel cinema e nella letteratura.
Come scrive Ippolito Pizzetti, l'autore "si è comportato come un viaggiatore settecentesco durante il tour:
ha osservato i vari giardini e i tipi di giardini, e ha considerato le varie personalità dei paesaggisti e le loro
opere, cercando sempre di arrivare a definirne limpidamente il carattere".

 CACCIATORI DI PIANTE
Gribbin Mary; Gribbin John
2009, 347 p., ill., brossura - € 26,00  
Traduttore Damiani D.
Editore Cortina Raffaello  (collana Scienza e idee)

Le gardenie e le orchidee, le delicate magnolie e i selvaggi rododendri rendono oggi incantevoli i nostri giardini grazie allo spirito d'avventura dei primi botanici, che nel XVIII e XIX secolo si sono spinti in terre ignote per raccogliere semi e fiori. Questa è la storia di undici uomini e donne tenaci, eccentrici, pronti a rischiare la vita sfidando insidie di ogni genere alla ricerca di nuovi esemplari botanici. Coraggio, cinismo, audacia - tutto questo e altro ancora anima i sogni dei singolari esploratori che nella giungla amazzonica, nel cuore dell'Africa o nell'Estremo Oriente non cessano di cercare i vegetali più bizzarri per la meraviglia dei conterranei della tranquilla Inghilterra. Tra loro la straordinaria Marianne North, artista e scienziata i cui dipinti di piante e fiori adornano ancora oggi le sale dei magnifici Kew Gardens di Londra.

250 QUESITI DI GIARDINAGGIO RISOLTI
Eva Mameli Calvino e Mario Calvino
Donzelli Editore /2011

Come conservare i bulbi dei gelsomini? Quando adoperare i vasi porosi, e quando invece quelli verniciati?
Come preparare il terriccio per le rose? I genitori di Italo Calvino rispondono, in questo delizioso libretto
di settant'anni fa, alle domande dei patiti di giardinaggio di ieri, di oggi, di sempre.
Una piccola gemma. Semplice, asciutta, utile. Bellissima.
Due vite per la natura
Eva Mameli, nata a Sassari nel 1886, fu tra le prime ragazze a frequentare il liceo. Iscrittasi all'Università di Pavia,
dopo aver terminato gli studi di Matematica a Cagliari, nel 1907 fu la prima donna in Italia a laurearsi in Scienze naturali. La sua fama di scienziata presto superò i confini nazionali. Nel 1920 conobbe Mario Calvino, insigne agronomo sanremese che lavorava a Cuba, e che era rientrato in Italia per un breve soggiorno. I due si sposarono e ripartirono per Santiago de las Vegas, dove Mario dirigeva una stazione sperimentale per la produzione di canna da zucchero, e dove Eva si occupò della sezione botanica. Intanto, nel 1923, era nato il loro primogenito, Italo. Tornati in Italia nel 1925, si stabilirono a Sanremo, dove Mario fu nominato direttore della Stazione sperimentale di floricoltura «Orazio Raimondo»; Eva ottenne la cattedra di Botanica a Cagliari, dove diventò direttore dell'orto botanico. Insieme, furono gli animatori
di una rivista di floricoltura, «Il giardino fiorito», nella quale intrattennero coi lettori la corrispondenza che è all'origine
di questo volume. Amanti delle sfide scientifiche e civili, spesso controcorrente, i due rischiarono non poco, aprendo la loro casa agli amici ebrei dopo le leggi razziali. Nel 1944 furono tenuti in ostaggio per alcuni mesi dai tedeschi.
Nel 1951 Mario morì e la moglie prese il suo posto nella direzione della Stazione di floricoltura, che lasciò nel 1959.
Eva si spense a 92 anni, nel 1978.

CHIACCHIERE DI GIARDINAGGIO INSOLITO.
A PROPOSITO DI FIORI, ANIMALI, ERBE E (MAL)ERBE DEL MIO GIARDINO
  di Maria Gabriella Buccioli
Dopo la pubblicazione del fortunato volume "I giardini venuti dal vento", in cui descrive la genesi di quel luogo incredibile che sono i giardini del Casoncello, Maria Gabriella Buccioli torna a incantarci con un libro ispirato alla sua affascinante avventura.Come una chiacchierata tra amici che condividono una passione - quindi in un tono piacevolmente informale - questo libro non vuole essere né una guida alle piante, né un manuale di giardinaggio, pur essendo in parte sia l'una sia l'altra cosa.È, in definitiva, una dichiarazione d'amore dell'autrice alle creature del suo giardino, vegetali o animali che siano (insetti compresi!) e un modo di trasmettere la sua straordinaria esperienza a tutti i lettori.


DIARIO DI CAMPAGNA DI UNA SIGNORA INGLESE DEL PRIMO NOVECENTO
Edith Holden

Arnoldo Mondadori Editore - 2001

Copia del facsimile di un diario naturalistico per l'anno 1906.
Edith Holden ha annotato in parole e disegni la flora e la fauna della campagna inglese attraverso il ciclo delle stagioni.
Scoperto per caso nella biblioteca di una quieta casa di campagna inglese, è il diario autentico di una giovane donna del primo Novecento interamente scritto a mano ed edito in facsimile.
Rivivono nei suoi deliziosi acquerelli scene campestri, gli umori della terra, il trascorrere delle stagioni.
I fiori, gli insetti, gli uccelli e le altre piccole creature che popolano la campagna si uniscono alle annotazioni quotidiane della signora inglese, alle minuziose osservazioni botaniche, alle poesie predilette, ai detti popolari della saggezza contadina. 

ELOGIO DELLE VAGABONDE - Erbe, arbusti e fiori
alla conquista del mondo
Gilles Clément
Derive Approdi 2010

Panace di Mantegazzi, porracchia sudamericana, fico d'India, papavero sonnifero, poligono del Giappone, erba della Pampa... trasportate dal vento, dagli animali o dalle suole delle scarpe, anche nelle nostre contrade le erbe vagabonde hanno conquistato, con coraggio e vitalità, giardini, scarpate e terreni incolti. Eppure, le erbe vagabonde non hanno buona nomea:le si chiama anche erbacce, piante selvatiche, piante infestanti e spesso si vieta loro un diritto all'esistenza. Piante nemiche, ma davvero così pericolose?
Gilles Clément, paesaggista francese e inventore del «giardino in movimento» nel quale coltiva felicemente queste piante dai nomi esotici, in questo libro sceglie di farne l'elogio. Di queste erbe racconta la storia, le origini, il modo in cui le ha incontrate. E spiega come l'uomo, i diserbanti, il cemento, i dissodamenti e le coltivazioni industriali abbiano permesso a queste piante randagie di insediarsi e crescere. Coniugando il talento del giardiniere a quello scrittore, in nome della difesa della mescolanza planetaria, ci consegna un libro dove letteratura e botanica coesistono a difesa della diversità.
Un libro che è insieme una filosofia del paesaggio, e della relazione tra uomo e piante, e un manuale per imparare ad amare anche le erbe senza fissa dimora.


 ENCICLOPEDIA DEI FIORI E DEI GIARDINI
a cura di Ippolito Pizzetti
Garzanti  (Collana: Le Garzantine) - 1998 
  
Dall'Abelia, pianta orientale con i fiori a forma di campana allo Ziziphus, in Italia noto anche come giùggiolo. Una straordinaria Enciclopedia Illustrata dei Fiori e delle Piante da Giardino con 500 generi, 2000 specie, 1150 Illustrazioni a colori e in bianco e nero, 5 Appendici e un pratico Glossario.
Di ogni fiore e pianta è fornita una scheda tecnica con indicazione delle proprietà, fioritura, esposizione, propagazione, malattie, note storico-letterarie, consigli sul progetto e cura del giardino...
Uno strumento utilissimo, facile da consultare, assolutamente indispensabile per tutti i "pollici verdi"!  


ERBE
Lesley Bremness
Dorling Kindersley Handbooks - 1994

Una utilissima guida fotografica a oltre 700 specie di Erbe Medicinali e Aromatiche di tutto il mondo.
Dal biancospino alla pervinca, dal ginepro all'alloro, e poi il tiglio il timo, la belladonna, il dragoncello...
Tutte corredate da una scheda dettagliata con descrizione, impieghi, habitat, parti utilizzate...
Un Erbario utile e completo, di facilissima consultazione.

ERBORISTERIA PLANETARIA
Proprietà curative e simbologia delle piante
Ferdinando Alaimo - 23 illustrazioni a colori
Hermes Edizioni
Gli antichi erboristi, gli sciamani, avevano intuito, prima degli studi odierni della Neurobiologia vegetale, che le piante non sono cose, e neanche meri contenitori di principi attivi, come tendiamo a credere noi, ma esseri in qualche modo animati, emanazioni delle grandi forze che muovono il cosmo, incarnazioni degli antichi dei.
Impararono così a riconoscerne, attraverso le porte della percezione, le diverse qualità, i temperamenti, gli umori, quali fra gli dei le animassero, e utilizzavano la forza di questo psichismo per le loro pozioni. Delinearono così per ogni pianta una sorta di carattere, di "personalità" e ce ne hanno narrato nei miti. 

FARE UN GIARDINO, da principiante a esperta giardiniera
Margery Fish
PENDAGRON

PUBBLICATO PER LA PRIMA VOLTA in Gran Bretagna nel 1956, "Fare un giardino" è la storia di uno dei luoghi
tutt'ora più visitati della campagna inglese, Margery Fish, stimatissima esperta di giardinaggio, racconta come, spinta dalla guerra incombente a trasferirsi nel Somerset, abbia dato vita insieme al marito a East Lambrook Manor r ai suoi giardini, partendo da premesse assai poco incoraggianti: una casa diroccata e l'aia di una fattoria ricoperta di robaccia. Con opposte opinioni e passioni che li portano spesso a divertenti contrasti, i coniugi Fish vengono piano piano a patti con la terra, che li ricompensa generosamente del loro m pegno e della loro dedizione.
 

GIARDINI - Riflessioni sulla condizione umana
Robert Pogue Harrison
Fazi Editore

«Non bisogna essere un giardiniere per amare questo libro ma, dopo averlo letto, dovremo chiederci
per quale dannato motivo non esserlo!».
«New York Times»
Cos'è che risveglia nel genere umano l'anelito alla ricreazione del Paradiso perduto? Capolavoro inimitabile,
imitazione improbabile; eppure ogni neonato giardino del mondo rinnova la sfida impossibile, tentando di
riprodurre quell'impronta divina. Questa è la riscoperta d'una domanda perduta e ritrovata da
Robert Pogue Harrison, che risponde, aprendo per noi i giardini delle meraviglie, ovvero la rassegna delle
imitazioni, come farebbe un mago comparativista.
In questo "romanzo dei giardini" l'Eden è il protagonista, anche zoologico; segue l'Academos platonica,
poi il giardino "privato" di Epicuro dove si coltiva "l'in sé e per sé".
La lunga sequenza ci conduce fino a Versailles, e forse a Bomarzo; e ad altre mete della mente girovaga,
come i campus universitari contemporanei, cosiddetti vivai dell'intelligenza.
L'autore è un "coltivato giardiniere" di piante mentali, che ci porta in giro a bordo della sua scrittura, sorprendente come un ottovolante, di giardino in giardino. Dove i cancelli della superstizione sbarrano l'accesso
ai giardini sapienti, l'autore ermeneuta, corredato degli strumenti del fabbro, li apre con le ingegnose chiavi del
giardinaggio filosofico.

GIARDINI E NO Manuale di resistenza botanica
Pasti Umberto
2010, 148 p., ill., brossura Editore Bompiani (collana Overlook)

Il libro di Pasti è un oggetto piacevole da maneggiare per le illustrazioni di Pierre Le-Tan, che usa il disegno per decorare più che descrivere, con colori tenui e tratto semplice.
L’autore coglie gli aspetti paradossali nei vari tipi di giardino che descrive; è un estremista del giardinaggio quando al giardino del collezionista narcisista oppone quello del benzinaio nella periferia urbana o quello della famiglia Bando
con il finto giardino di design. La sua scelta estrema e provocatoria nasce dal porre come elemento discriminante l’amore verso il giardino inteso come rapporto con la terra, le proprie origini e i cicli della natura.Allo stesso modo dissacrante e fuori dagli schemi tradizionali suggerisce come allestire un giardino. Egli invita a osservare il mondo dell’arte: gli antichi affreschi minoici, le peonie dei tappeti di Isphahan, i dipinti di Manet e Fantin Latour per arrivare alle Fanciulle in fiore di Proust o il giardino- topos di Chatwin.
Umberto Pasti trasferisce in questo libro, che si legge in un pomeriggio, l’irriverenza del giovane selvaggio amante della natura incontaminata e la raffinatezza dell’intellettuale adulto che individua in alcune espressioni artistiche e letterarie l’armonia perfetta fra uomo e paesaggio. (Maria Patrizia Matteucci)

GIARDINAGGIO PER NEGATI
Sue Fisher - Michael MacCaskey - Bill Marken
trad. di Rosaria Contestabile - Oscar Mondadori
Linguaggio semplice e chiaro - simboli e strumenti di navigazione - subito nel vivo della materia
- le dieci cose da sapere - ironia e divertimento Sue Fisher, dopo aver lavorato a lungo nei vivai
e nel garden center si è dedicata al giornalismo. Ha scritto diversi libri di giardinaggio e collabora
con le principali riviste del settore.
Michael MacCaskey, laureato in orticoltura ornamentale, è caporedattore della rivista "National Gardening"
Bill Marken, direttore di Greenligth, è esperto di giardinaggio dei climi freddi e delle regioni montane

I GIARDINI DI SAN LIBERATO  di  Daniele Mongera
      Edizioni Grandi Giardini Italiani  - collana “Garden Books € 12,00

Daniele Mongera è stato allievo di Ippolito Pizzetti allo IU/AV di Venezia. nel 1999 ha pubblicato una raccolta sul giardino, Bustine di Flora, per la Vittorelli Edizioni di Gorizia, scrive per la rivista Ville Giardini dal 2001

Grandi Giardini Italiani è il network creato e curato da Judith Wade, inglese di nascita e italiana d'adozione; raccoglie oggi oltre 70 straordinarie mete visitatili, che testimoniano l'ineguagliabile patrimonio di arte, storia, cultura e tesori botanici custodito nel nostro Paese. Tra esse, i giardini di San Liberato, adagiati nella verde campagna di Bracciano, poco lontano da Roma, occupano un posto speciale perché alla qualità architettonica e botanica si unisce un'eccezionale passione.
La storia del lavoro congiunto dei proprietari, i coniugi Sanminiatelli, e del paesaggista Russell Page, è ricca di colpi di scena, come un romanzo intrigante. Alla straordinaria energia creativa che fu messa nel realizzare il luogo, e alla cura e competenza che ancora oggi ne mantengono e ne migliorano la bellezza, si deve quanto ognuno di noi può vedere e assaporare, passeggiando tra i colori di alberi e cespugli, i profumi delle rose, il suono leggero dell'acqua.

HERBARIUM
Emily Dickinson
Edizione Facsimile

 L' "Herbarium", per lungo tempo accuratamente conservato nella biblioteca di Harvard, è l'ultimo dei manoscritti appartenenti alla collezione Dickinson, rimasto finora sconosciuto al pubblico. Questo volume lo rende finalmente accessibile a tutti i lettori interessati alla vita e alla scrittura della poetessa statunitense. In una lettera del 1845 la quattordicenne Emily Dickinson chiedeva a una sua amica se avesse iniziato a collezionare fiori e piante
per un erbario: "Sarebbe come un tesoro per te; quasi tutte le ragazze ne hanno uno".
La cura che mise nel suo erbario, inusuale per una giovane della sua età, rivela una passione per la natura che
l'avrebbe accompagnata per tutta la vita e che avrebbe influenzato in maniera determinante la sua poetica,
all'interno della quale i fiori assumono un ruolo simbolico di fondamentale importanza.
Questa passione fece sì che la Dickinson, ancor prima che come poetessa, fosse conosciuta e apprezzata
come esperta di giardinaggio, nella cui serra i fiori esotici spandevano profumo anche d'inverno.
Il libro è arricchito da alcuni saggi introduttivi, dal catalogo e da un indice degli esemplari presenti.

IL CANTO DEGLI ALBERI
Hermann Hesse
Le Fenici Tascabili

Un libro di poesie, prose e racconti di Hermann Hesseche hanno come tema unificante gli alberi, figure emblematiche della vita naturale. Faggi, castagni, peschi, betulle, tigli, querce e molti altri, nella magnificenza della fioritura o con i rami nodosi offerti alle brinate notturne, illuminati dal sole o al chiarore della luna: sono loro i protagonisti indiscussi di questa raccolta.
Essi accompagnano lo scrittore, silenziosi e saggi, nel corso della sua vita, segnano momenti precisi, suscitano riflessioni e ricordi, vengono invocati come esseri viventi,come amici. Simbolo della continuità del ciclo vitale e di una necessaria sottomissione alle leggi della natura, gli alberi parlano a Hesse trovando in lui un interprete smagliante e appassionato.
 
   IL CIPRESSO DALLA LEGGENDA AL FUTURO
        Alberto Panconesi
       
Edito e venduto direttamente dall’Istituto Protezione Piante del CNR
        210x 297 mm, 456 pagine a colori

Il cipresso è l’albero simbolo della civiltà mediterranea, ha accompagnato nei secoli l’evoluzione dei popoli, racchiudendo in sé l’essenza di queste terre, delle religioni, della storia e dell’arte della gente mediterranea. Rappresenta non solo l’albero del passato ma soprattutto l’albero del futuro per i paesi del Mediterraneo, soggetti a significativi cambiamenti climatici, alla progressione della desertificazione e martoriati da frequenti incendi. Occorre inoltre ricordare le numerose funzioni economiche ed ecologiche del cipresso: produzione di legno di ottima qualità e di oli essenziali, protezione di colture di pregio dall’azione del vento, protezione del suolo dall’erosione e dagli incendi. Il cipresso è anche una specie arborea pioniera, che bene si adatta a terreni sassosi, argillosi, calcarei, esposti a temperature elevate e ad aridità estiva prolungata, autoctona nei paesi orientali del Mediterraneo e naturalizzata in tutto il Mediterraneo occidentale. Il libro riporta le conoscenze finora acquisite dall’Istituto Protezione Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche con un’attività trentennale di ricerca programmata a livello europeo, che ha dato risultati significativi nella tassonomia, nella biologia, crescita e sviluppo, nella scelta del materiale di riproduzione per le varie funzioni del cipresso, soprattutto in relazione alla resistenza al cancro, alle malattie ed al loro controllo, alle infestazioni di insetti, alla produzione di legname ed alla qualità del legno. Nel libro vengono trattati anche aspetti che dimostrano l’inserimento del cipresso nella storia, nella religione e nell’arte. Particolare enfasi è data al cipresso come pianta principe nel paesaggio mediterraneo, al suo ruolo nel giardino storico, al suo impiego nei viali “odorati” e monumentali ed alla sua importanza come piante singola monumentale nel bacino mediterraneo. Una descrizione delle proprietà medicinali e fitoterapeutiche illustra l’importanza del cipresso nella medicina tradizionale e nell’industria della cosmesi. Veramente esaustiva è la trattazione dell’allergia data dal polline di cipresso. Per tutte le motivazioni indicate il libro rappresenta un’opera esclusiva e completa sul cipresso, utile per il ricercatore ed il tecnico del settore, ma anche una lettura piacevole e stimolante per l’utente e per l’amatore.--------

Il libro edito e venduto direttamente dall’Istituto Protezione Piante del CNR viene offerto ai lettori a prezzo scontato del 50%: 40€ anziché 80€.
Per informazioni sull'acquisto, modalità di pagamento e spedizione contattare Giovanni Torraca IPP-CNR  tel. 055-5225661, g.torraca@ipp.cnr.it

IL GIARDINO IN VASO
Ippolito Pizzetti

Le guide di Casa Viva

Una cassetta fiorita non fa terrazzo; e neppure una fila. Non lo fanno neppure più file, se si tratta di cassette piene di gerani (o di quello che volete) messe lì per dare una nota di colore, riempire un vuoto, ornare una facciata. Su un terrazzo come questo non è neppure il caso di stare a ragionare: si fa, si provvede al suo funzionamento, dando alle piante la possibilità di sussistere, e non resta altro da dire. No, voglio parlare del terrazzo dell'appassionato di piante, per il quale il terrazzo è il vicario — usiamo pure la parola cruda — il surrogato (Palazzi: «materia di minor valore che si sostituisce ad altra genuina e buona») del giardino che questi non ha o non si può permettere. E che forse per lui. affettivamente, non è certo di «minor valore» o meno «genuino» del giardino; ma qui non stiamo parlando di valori affettivi, che sfuggono a una razionalizzazione, stiamo semplicemente cercando di definire assieme che cosa sia un terrazzo, in che cosa consista la sua differenza dal giardino.
Qualcuno di voi penserà forse che queste disquisizioni siano inutili e oziose. Ma dal momento che gli appassionati del terrazzo, a giudicare dal numero di coloro che mi scrivono, sembrano essere numerosi; e che io che scrivo ho appreso buona parte delle mie conoscenze grazie ad anni di pratica del terrazzo, e, infine, che proprio disquisizioni simili a queste che stiamo facendo mi hanno portato a capovolgere le me idee, ritengo che non sia inutile esprimerle...

IL GIARDINO NATURALE
Roger Grounds
Ed. Rizzoli 1978 - Coll. L'ornitorinco Diretta da
Ippolito Pizzetti

Il giardino naturale » non è un libro magico, non offre formule mi-racolose per trasformare il nostro giardino in un giardino di fiaba. Tradotto in termini molto spiccioli il suo succo è questo: « fino ad oggi, in questa nostra civiltà tecnologica, ci siamo abituati a governare il nostro giardino in barba, contropelo alla natura. Ricavandone più danni che vantaggi. E se invece che ad avversarla provassimo a seguirla, e ad imitarla? ». Ci espone così alcune chiare e basilari nozioni sulla struttura del suolo (che pochi considerano, nonostante non sia meno importante al fine della buona riuscita delle piante degli elementi chimici che contiene); indica metodi semplici, economici e spesso piuttosto efficaci per combattere i parassiti senza dover ricorrere a quei veleni che distruggono inconsideratamente gli avversari come gli alleati (che sono molti di più); istruisce sulle virtù delle cosidette erbacce (alcune esaltano le qualità aromatiche delle verdure) e su come alcune piante (l'aglio, il tagete) agiscano da deterrenti contro alcuni insetti; insegna infine come produrre nel proprio giardino  - gratis - il concime più efficace. E sopratutto: non propone e non promette mai soluzioni totali, che sono sempre assurde, suicide e contro natura.


IL GIARDINIERE APPASSIONATO
Rudolf Borchardt
Adelphi - 1992   
  

Definito "il libro più goethiano sull'arte di curare un giardino", "Il giardiniere appassionato" è il "livre de chevet" per ogni giardiniere appassionato, quello che accoglie l'idea di giardino in tutta la sua immensità e in tutta la sua leggerezza,
sprofondando al tempo stesso nei minimi dettagli. 

IL GIARDINO DELLE REGOLE INFRANTE
contromanuale del libero giardiniere
Renato Ronco
Blu Edizioni srl

Nel giardino non ci sono regole certe, gusti da accettare e scelte necessarie, la grande libertà del giardinaggio
è la stessa della natura, capace di sorprendere con colori e forme inattese, con fioriture improvvise e crescite
inaspettate.
In questo libro Renato Ronco, che da anni si occupa di giardini e di verde, vuole rendere partecipi i lettori delle
sue esperienze, condividere un sapere che si è formato in anni di attenta osservazione sul campo, a stretto
contatto con le piante e il loro mondo, guidato da un istinto speciale.
Sono poche le regole, quasi nessuna, forse, ma bisogna conoscere la terra e i suoi segreti.
Questo libro vi aiuterà a farlo.

IL LIBRO DEI COLORI - Segreti del secolo XV
pubblicati da Olindo Guerrini e Corrado Ricci
Bologna presso Romagnoli Dall'Acqua 1887
a cura di Paolo Castellani
Edizioni  Quattroventi

L’ottima trascrizione in un italiano corretto e scorrevole trasforma un ricettario
del XV secolo in un libro di lettura assolutamente piacevole.

 IL VERO GIARDINIERE NON SI ARRENDE. Cronache di ordinaria pazienza.
Paolo Pejrone
Feltrinelli (Collana: Universale Economica) -    

Se è vero che "in giardino non si è mai soli" è ancora più vero che il giardino impone (e fa apprezzare) virtù come la tenacia, la diligenza, la caparbietà. Il rapporto con la terra e le piante è fatto di ostinazione, di prove, di interventi che misurano, molto pragmaticamente, la tenzone fra l'innamorata intelligenza del giardiniere e la stizzosa resistenza, la finta cedevolezza, l'umorale compiacenza di una flora che l'immaginazione, incautamente, dipinge come gentile. Attraverso una serie di ritratti di celebri e meno celebri giardinieri, Paolo Pejrone ci racconta le gesta di professionisti, amatori o semplici ortolani che hanno dedicato la loro vita al giardino.
 

  IN GIARDINO NON SI E' MAI SOLI. Diario di un giardiniere curioso
di Paolo Pejrone
Feltrinelli (Collana: Universale Economica) - 2005

"In giardino non si è mai soli" perché la disciplina di un onesto e sapiente giardiniere ha a che fare con delle vite, di più: con delle personalità. Ogni pianta, ogni fiore, ogni ortaggio di cui si parla in questo volume ha un’identità, e l’identità si porta appresso bisogni, modi, persino capricci. Nulla è semplice in un giardino, a cominciare dalla terra che il giardiniere deve "sentire" e lavorare anche e soprattutto con le mani. La bellezza di un giardino è frutto di pazienza e amorosa dedizione. Paolo Pejrone (che raccoglie e rielabora il materiale della sua rubrica Fiori e giardini su "Tuttolibri") ci parla dei grandi e piccoli giardini che ha conosciuto, quelli vivi e quelli che hanno perduto lo splendore originario, "ficca il naso" dove l’ambizione o l’ignoranza hanno prodotto mostri buoni solo per l’omogeneizzata meraviglia dei visitatori domenicali, ma soprattutto tiene il diario stagionale del suo lavoro tessendo di volta in volta l’elogio della robusta e scenografica camelia sasanqua, della superba rosa bacteata, della fragola gentile, della begonia che "non ama essere disturbata", della facile ortensia modaiola. Come guardare, cosa fare, come "intrattenere": le piante chiedono, il bravo giardiniere risponde. Un libro confidenziale, un libro persino arrabbiato (quando la cura lascia il posto ai guasti), un libro che informa il dilettante e stimola il professionista. Un libro non accademico, non austero, non normativo. Un libro tutto da leggere… con un occhio alle bellissime illustrazioni di Gionata Alfieri.

L'ALFABETO DEI FIORI
Una scrittrice in giardino
Eleanor Perényi
La Tartaruga Edizioni 2001

«Un giardino che non sia un mondo tutto nostro non vale nulla, e un giardiniere ha diritto ai suoi capricci.»
Sono le parole di Eleanor Perényi che in questo libro, mescolando con arte esperienze personali, ricordi letterari, tradizione e modernità, affronta con sapiente leggerezza l'antica arte di coltivare giardini.
Da Astri a Sempreverdi, da Asparagi a Fragole, da Lombrichi a Potature, l'autrice elenca
in rigoroso ordine alfabetico i trucchi del mestiere, i segreti scoperti da autodidatta,
le risposte prevedibili o insospettate ai diversi problemi che piante e fiori pongono ogni stagione.
Per il floricoltore della domenica, per l'esperto che pensa di non aver più niente da imparare,
per l'ammiratore casuale di verze e verdure, L'alfabeto dei fiori è una preziosa sintesi di notizie
e consigli da tenere a portata di mano, da sfogliare a caso o da leggere riga per riga, godendo dello
stile elegante con cui una scrittrice come Eleanor Perényi sa rendere le sue affascinanti e verdissime
esperienze tra rose, papaveri ed erbacce.


LA METAMORFOSI DELLE PIANTE
J. W. Goethe
 Edizione Guanda 1983 . Biblioteca della Fenice

Goethe diceva che gli studi di scienze naturali gli erano serviti per comprendere la propria interiorità attraverso l'analisi del¬le parti fondamentali dell'essere della natura. In modo suggestivo ed efficace, i testi contenuti in questo libro mostrano le relazioni strutturali esistenti tra il mondo dell'arte e della scienza in connessione alla dimensione esistenziale, autobiografica dello stesso Goethe. LA METAMORFOSI DELLE PIANTE, che la critica scientifica ha giudicato con attente e contrastanti valutazioni, esamina il problema generale del divenire della forma, mettendo in luce le condizioni in cui i fenomeni si manifestano nel gioco infinito della creatività della natura, che pur rinnovandosi conserva la sua unità. Questo saggio e gli altri presentati in questo libro, sulla metodologia della ricerca scientifica, sull'origine delle piante e di altri fenomeni biologici, sulla filosofia contemporanea, costituiscono un esempio significativo della critica goethiana all'idea di scienza formulata da Newton ed esprimono sinteticamente la visione filosofica di Goethe nella sua complessa formazione di derivazione mistica e alchemica, che si serve del pensiero di Spinoza, di Leibniz e di Kant. Il modello di scrittura proprio di questa saggistica scientifica, molto meno conosciuta della pagina poetica, evidenzia le analogie formali con l'insieme dell'opera letteraria, sottolineando come l'indagine del divenire delle forme nel mondo naturale, ben lungi dall'essere un vuoto esercizio di erudizione, consente anche di penetrare nelle grandi figure - da Wilhelm Meister a Faust - del mondo poetico di Goethe.

L'ANNO DEL GIARDINIERE
Karel Čapek
Sellerio Editore Palermo 2008

Un divertito, spiritoso, manuale di giardinaggio. Al centro delle vicende di fiori, piante e alberelli, in un universo di microperipezie, il personaggio del giardiniere. Nel 1925 Karel Capek (1890 -1938), emblematico protagonista del novecento letterario praghese, comprò, assieme al fratello, una casa di periferia con un ampio giardino. Fin allora aveva tenuto un suo diario pubblico, molto popolare, sul quotidiano della borghesia intellettuale di Praga. Da quel momento in poi, quell'elzeviro divenne il suo diario pubblico di giardinaggio. L'aveva sfiorato, poi coinvolto, infine rapito, la passione del giardino. Ed infatti, la raccolta di quegli articoli, qui pubblicata, sembra un apologo classico, volto a persuadere con ironia dell'equazione: saggezza uguale virtù uguale felicità.

L'ARTE DI UTILIZZARE GLI AVANZI DELLA MENSA
      raccolta da
Olindo Guerrini
      Edizioni conosciute:
♦ Roma, Formiggini, 1918;
♦ Ravenna, Longo, 1974; Milano,
♦ BUR, 1975; Milano,
♦ Club italiano dei lettori, 1982;
♦ Milano, messaggerie Pontremolesi, 1990;
♦ Padova, Muzzio, 1993;
♦ Roma, Newton & Compton, 1998.

Un " fiore" tra antropologia e romanzo.
Ricettario molto piacevole che Olindo Guerrini, ormai settantenne, pubblicò sull'arte di cucinare.
Fu pubblicato postumo nel 1918 da Lina Guerrini.
Interessante anche la prefazione di Franco Mollia, che traccia molto bene la personalità di scrittore
e di "topo di biblioteca" di Olindo Guerrini.

Note: Olindo Guerrini, nato a Forlì il 4 ottobre 1845 e morto a Bologna il 21 ottobre 1916
fu poeta ed erudito, direttore della biblioteca universitaria di Bologna, traduttore, critico letterario,
studioso di storia della cucina e di arte, scrittore e polemista fecondo noto al grande pubblico
con gli pseudonimi di Lorenzo Stecchetti, Mercutio, Argia Sbolenfi, Marco Balossardi,
Giovanni Dareni
.
In ambito gastronomico sono da ricordare:
La tavola e la cucina nei secoli XIV e XV, saggio che rappresenta la prima rigorosa indagine
sulla cucina italiana nel medioevo e questo " L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa",
comparsa postuma nel 1918 in cui viene illustrata una cucina “povera”, allusiva della penuria
alimentare cui era condannato il Guerrini stesso dal magro stipendio di bibliotecario presso
l'Università e dalla precaria vita di scrittore.

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Giovedì,22 Marzo 2018

Ceylon, l'isola delle spezie e del te-di M.Giorgioni

Alle ore 16.30 presso l’Ostello Galletti Abbiosi, via di Roma n.140 (angolo via Mariani), in collaborazione con CIF (Centro Italiano Femminile),incontro sul tema: "Ceylon, l’isola delle spezie e del te". a cura di Maurizio Giorgioni...

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